Ogni giorno ci troviamo in contesti in cui la presenza dei minori è presente e, in alcuni casi, predominante.
Penso al contesto della famiglia, della scuola, delle attività sportive e di ogni luogo pubblico, dalle strade alle piazze, dai pubblici locali ai centri commerciali e così via.
Ci siamo mai domandati se, in ognuno di questi contesti, l’adulto sia realmente capace di rivestire un ruolo di “riferimento” rispetto al minore? L’adulto e’ capace di ‘scorgere’ la presenza del minore?
A volte temo che l’adulto sia più fragile del minore. Il concreto rischio? Vedere disorientati e, purtroppo, persi entrambi.
Come scriveva Gianni Rodari “I bambini sono come le stelle: puoi non vederli sempre, ma sai che ci sono”.
E ancora, Carl Gustav Jung scriveva “Se c’è qualcosa che vorremmo cambiare in un bambino, dovremmo prima esaminarla e vedere se non è qualcosa che faremmo meglio a cambiare in noi stessi”.
“I bambini sono il presente da custodire e non solo il futuro da costruire, pertanto devono essere amati, rispettati, protetti e tutelati” (Cfr. Don Fortunato Di Noto, Meter Onlus).






